Voglio smettere di allattare, ma mio figlio dice di voler poppare sempre

Stai provando a scalare le poppate: hai già iniziato o forse stai solo considerando l’idea e  hai coinvolto tuə figliə nella questione.

Sua risposta: “io voglio ciucciare sempre, sempre, sempre” 

Non importa che te l’abbia detto con parole precise o che l’abbia fatto intendere: il messaggio è arrivato chiaro.

SBAM!

È una di quelle situazioni chiave per guardarsi dentro: come ti ha fatto sentire?

Alcune mamme sentono che questa esternazione fa da specchio al proprio vero e profondo obiettivo.

Per quanto possano sentirsi a tratti stanche di allattare (capita! Tutte le mamme vivono questa sensazione) o messe a dura prova da pressioni e commenti esterni, non si sentono pronte a smettere di allattare!

Se ti ritrovi in questa dinamica, è meraviglioso il lavoro di ascolto che hai fatto su di te! Non è facile fare chiarezza tra mille pressioni, dubbi e sentimenti contrastanti!

Altre mamme, invece, sentono proprio di voler smettere, ma percepiscono questa reazione del/la bambinə come fortemente sfidante.

Se ti ritrovi in questa dinamica, chiediti:

“Come mi fa sentire? Quale preoccupazione mi fa nascere?”

Emanuela percepiva questa reazione come una conferma dei suoi più profondi timori: “togliendole il seno, si sentirà abbandonata da me”

A Melania pungolava il suo grande timore di non essere all’altezza di dargli amore ed attenzioni che fossero di ugual valore ed intensità (rispetto al seno)

Dare un volto alla sensazione e alla preoccupazione che provi, è uno dei pilastri fondamentali per 

  1.  comprendere quali sono le resistenze su cui devi lavorare non solo per smettere di allattare con rispetto e serenità, ma per migliorare molti altri aspetti della tua vita genitoriale e personale (es. dietro la paura di deludere il proprio figlio non si colloca solo un tira e molla scontante tra il voler smettere e il continuare a dare il seno con frustrazione, ma anche magari una grande difficoltà a prendersi un qualsivoglia minimo spazio per sé, una tendenza ad arrivare alla sera distrutta perché fai tanto/tutto per gli altri, non hai il coraggio di dire No all’ennesima richiesta da parte di persone della tua cerchia, sei in perenne attesa che qualcuno prenda in carico i tuoi di bisogni, ma nessuno sembra dotato di quella telepatia…)
  2. Capire come trasformare queste resistenze da ostacoli ad alleati. Per es. Simona ha trasformato la sua paura di togliere qualcosa (smettendo di allattare) in una costellazione di momenti in cui, al posto di distrarre sua figlia con attività, viveva con sua figlia quelle attività. E quando ha sentito dentro di lei un’acuta ansia al pensiero che di lì a poco la bimba le avrebbe domandato con insistenza “t3tta!!!”, si è fermata, si è guardata le mani (esercizio di controllo) e ha sciolto questa sensazione in un “sono proprio felice di essere la tua mamma” detto a cuore aperto. Indovina quando è stata la richiesta del seno tanto “temuta”? A distanza di ore, prima della nanna! Mai successo prima
  3. Comprendere che dietro a quel “sempre” non c’è un vincolo o una catena che imbriglia. Quel “sempre, sempre” non ha tanto un valore temporale (liberati dall’immagine di allattarlə fino alla vecchiaia 😀 ), ma di intensità. Sta esperendo il primo grado dell’ubbidienza: come prendersi cura di sé (sento un bisogno e individuo le risorse che già conosco per accoglierlo). Con la serena sicurezza che il lavoro sui primi 2 punti ti dà, sarà più agevole anche per te accompagnarlə a comprendere (con l’esperienza) che ci sono tanti altri modi meravigliosi di farlo!

E a te, come fa sentire quel “voglio poppare sempre, sempre, sempre?”

Vuoi sapere come posso accompagnarti a smettere dolcemente      di allattare?

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