Risvegli notturni nei primi 2 anni: come gestirli?

un neonato che fa la nanna

Sei una mamma preoccupata per i risvegli notturni del tuo bambino?

Ti hanno detto che dovresti insegnargli a dormire, ma non sai come fare?

Leggi le informazioni qui di seguito

Ti immagino mentre tenti di capire quali accorgimenti apportare alla vostra routine per allungare questi intervalli di risveglio. Riesco a vedere la scena perché è uno scoglio contro cui ci scontriamo quasi tutte, soprattutto stimolate da input esterni come i consigli di presunti esperti e le testimonianze riportate da altre persone.

Un bel respiro e un abbraccio pieno di calore e comprensione.

I primi anni di vita dei nostri figli sono molto intensi, in particolare il primo!

Lo sono per noi neogenitori (anche se non si tratta del primo figlio) e lo sono per loro che crescono ad un ritmo serrato ed elevato! Ci pensi a quanti cambiamenti stravolgenti ha fatto, per esempio, da un mese a questa parte?

La tua bambina/il tuo bambino integra la maggioranza delle nuove competenze psicofisiche e delle esperienze vissute durante il sonno, nello specifico in quella che potremo definire la fase di “sonno leggero”.

Ti è mai capitato di sentirla/o parlottare, fare versetti e movimenti o anche piangere nel sonno?

Sono sicura di sì e ora sai il motivo di tutto ciò: il sonno è un fluire ristoratore e, al contempo, attivo e dinamico!

Questa fase di sonno leggero è quella in cui il bambino è facilmente svegliabile (cosa che avrai già notato provando, per esempio, a allontanarti o a posarlo nel lettino dopo dieci minuti dal suo addormentamento)

Il detto “dormire come un bambino” è associato alla fase di sonno profondo (quella in cui potrebbe passare la banda vicino senza nessun cenno di risveglio del bambno).

Qual è il punto cruciale che nessuno ci dice sui risvegli notturni?

Quando sono molto piccoli, i bambini passano circa la metà dell’intero ciclo, nella fase di sonno leggero. Ecco svelata la chiave di volta!

Cosa succede a livello pratico durante il sonno?

La tua bambina/il tuo bambino si addormenta, entra in una fase di sonno leggero che dura circa 20 minuti, scivola in quella di sonno profondo e si prepara ad abbracciarne un’altra di sonno leggero per innestare un nuovo ciclo.

Quel passaggio di transizione da sonno leggero a sonno profondo richiede il padroneggiare risorse interne che noi umani non abbiamo pienamente maturato alla nascita e che consolidiamo nel corso dei primi 3 anni circa.

Ed è proprio in quel frangente di transizione che si collocano tutte le false dicerie che creano pressione su noi genitori.

Voci esterne: “Si risveglia per colpa dell’allattamento”

Realtà: se il motivo è la fame, ben venga che si sia svegliato! Questa frase, però, solitamente viene pronunciata come incipit per…

“Togli il seno e vedrai che non si risveglia più”

Realtà: fino ai 6 mesi può essere rischioso togliere poppate (di latte materno o formula). Il bambino si autoregola e ha bisogno di quelle calorie e nutrienti per crescere! Fino ad almeno 18 mesi la maggioranza dei bambini che ha vissuto un percorso di introduzione degli alimenti complementari graduale e rispettosa dei ritmi di sviluppo, ha bisogno di fare almeno una poppata nutritiva di notte.

Al di là delle poppate nutritive, però, il bambino può richiedere il seno per rilassarsi e riaddormentarsi.

Attenzione, in quest’ultima frase si colloca un’importante informazione: il seno è un alleato per riprendere sonno (uno fra i vari alleati), non la causa dei risvegli!

Togliere una risorsa a cui il bambino è abituato da tempo e in cui trova una risposta biologicamente e antropologicamente adeguata, senza avergli dato gradualmente altre risorse per gestire il ri-addormentamento (es. altri co-stimoli protagonisti insieme al seno), può essere una soluzione inappropriata che mina il suo e del tuo riposo e benessere.

Voci esterne: “Ancora poppa di notte?”

Realtà: sì, si tratta della norma biologica.

Chi espone questa domanda ha semplicemente piacere di fare sfoggio della propria incompetenza sul tema (o magari deve risolvere alcune questioni personali che non vi riguardano… chissà).

Ti voglio mostrare alcuni dati che ti daranno una visione più chiara e lucida

Nella fascia di età 0 – 3 mesi: la media dei risvegli notturni è 3,5 volte,

con un range fisiologico che va da 1 risveglio a 10 risvegli per notte.

Nella fascia 3-6 mesi, la media è di 4,2 risvegli

Range fisiologico: da 0 a 10

Nella fascia 6 – 12 mesi, media di 3,98 risvegli

Range fisiologico: 0 – 10

Nella fascia 12- 18 mesi, la media è di 3,6 risvegli

Range fisiologico: 0 – 8

Nella fascia 18 – 24 mesi, la media è di 2,6 risvegli

Range: 0 – 5

Come fare con i risvegli notturni del neonato

I risvegli notturni sono parte integrante della prima infanzia. Sono sfidanti per noi genitori, soprattutto quando non c’è un villaggio intorno e abbiamo tante incombenze sulle nostre spalle.

Essi, però, non sono qualcosa contro cui devi lottare (preserva le tue energie!) né qualcosa che devi gestire tramite training o manipolazioni (preserva la tua serenità e il tuo riposo!)

Sicuramente, in certe circostanze, ci sono aspetti che possono essere supportati in modo proattivo (es. cogliere i segnali affinché la tua bambina/il tuo bambino non abbia un sovraccarico di stanchezza e goda di un sonno maggiormente ristoratore- parlo di qualità, non di quantità).

In questi casi, c’è qualcosa si può fare, ma si tratta di accorgimenti sereni e rispettosi.

Nella fisiologia, i risvegli notturni sono comuni, protettivi, normali.

Non dipendono da te!

Sei una Mamma meravigliosa, attenta e responsiva!

Sii orgogliosa di te!

Alla prossima!

Marika

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