Quanto tempo deve passare tra una poppata e l’altra?

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Quanto è spinosa la questione dell’intervallo tra una poppata e l’altra? In realtà non lo sarebbe, ma purtroppo sono tante le false credenze e i consigli errati che caricano di pressione una dinamica molto naturale. Sono sicura che dopo aver letto questo articolo, avrai le idee più chiare e sarai decisamente più serena.

Quanto tempo deve passare tra una poppata e l’altra: nuove prospettive

Da adulti abbiamo dei ritmi abbastanza regolari per quanto riguarda le abitudini a consumare i pasti principali, ma se ci viene voglia di una tazza di tè o di caffè, di uno snack o anche semplicemente di un bicchiere d’acqua, guardiamo l’orologio?! Non in modo così rigido. Rispondiamo con competenza ai nostri personali segnali e siamo flessibili a seconda dell’ora del giorno, della temperatura, dell’umore, dei livelli di energia.

Non conosco adulti che guardino l’orologio e dicano: “Mancano solo 30 minuti al mio prossimo sorso d’acqua! Resisto, ormai manca poco!”. Eppure ci aspettiamo che i bambini piccoli, che crescono ad un ritmo serrato, siano governati da questa nozione artificiale di tempo.

Scenario tipico dell’intervallo tra una poppata e l’altra 

Quotidianamente capita che venga detto a molte mamme di attendere una certa quantità di tempo tra una poppata e l’altra: 90 minuti, 2 ore, 3 ore, come fosse un parametro di misura fondamentale.

Immagina la scena: una mamma è seduta sul divano, si rilassa e vive la propria luna di latte. Un film alla tv, una tazza di tè che scalda e coccola, una chat recente con un’amica. L’allattamento al seno sta procedendo. L’aumento di peso va bene e Il bambino/la bambina è sereno/a. Quando, però, il bambino mostra segnali di fame dopo “soli” 40 minuti invece dell’intervallo prefissato, nasce una sensazione che qualcosa sia fondamentalmente sbagliato.

“Non lo sto facendo bene. Il bambino della mia amica resiste più a lungo”. I dubbi si insinuano.

Allattamento al seno: alcune nozioni di base

In linea generale, un neonato poppa circa 10-12 volte nelle 24 ore.

Ciò significa che alcuni, in determinati momenti, potrebbero chiedere di poppare ogni 3 ore e in altri poppare più di frequente.

Nei primi tempi (soprattutto di sera), poi, possono esserci molte “poppate a grappolo” e non sarà felice di stare lontano dal seno, anche se per soli pochi minuti.

Una delle condivisioni più frequenti è per esempio:

“Il mio bambino ha iniziato a mostrarsi più esigente e attivo. In certi momenti, l’unica cosa che sembra calmarlo è il seno. Mi sento come se non dovessi avere abbastanza latte dato che poppa spesso e sento il seno morbido. Non può esserci latte “.

Quando il bambino passa da un seno all’altro, in una soluzione di continuità, assume “piccole” quantità di latte ad altissimo contenuto di grassi: sa esattamente cosa sta facendo. Che grande competenza!

E presto questi schemi cambieranno! Col passare delle settimane e dei mesi, alcuni bambini inizieranno a poppare ad intervalli più lunghi nel corso della giornata, ma ciò non succede per tutti o almeno non è una costante definitiva.

La capacità di immagazzinaggio del seno 

Quando un bambino si nutre, una parte del latte viene prodotta durante la poppata stessa e una parte viene prelevata dal latte che è stato immagazzinato nel seno tra una poppata e l’altra.

Le indagini ecografiche hanno rivelato che la capacità di immagazzinamento di una madre non può essere indovinata dalle dimensioni del seno.

Grazie a questi studi si è visto, per esempio, che mentre alcune madri riescono a immagazzinare circa 70 ml per seno, altre ne immagazzinano molto di meno e altre ancora di più (per esempio in questi studi è emersa una donna che riusciva ad immagazzinare più di 400 ml. Non è un errore di battitura).

A seconda della capacità di immagazzinamento del seno, un bambino potrebbe voler poppare più spesso. In realtà questo non è l’unico motivo. I bambini poppano per un’innumerevole quantità di motivi, anzi di bisogni!

I bambini sanno autoregolarsi con competenza, per questo bisogna fidarsi dei loro ritmi, senza imporli dall’esterno (sto naturalmente parlando di situazioni fisiologiche dove l’allattamento e la crescita stanno procedendo serenamente). Ma quindi quanto tempo deve passare tra una poppata e l’altra?

Il fatto che un bambino poppi di frequente (in modo efficace), significa che la mamma abbia problemi di produzione?

No. Ricorda anche un dato importante: quando il seno è più pieno, la produzione di latte rallenta. Quando i seni sono più morbidi (drenati), produciamo più latte. Ma quindi quanto tempo deve passare tra una poppata e l’altra? Ci arriviamo, tranquilla!

Quando i bambini si nutrono più frequentemente e dal seno più drenato (morbido), ricevono latte con un contenuto di grassi più elevato.

Immaginiamo ora che ad una madre con una capacità di immagazzinamento del seno più piccola venga detto di attendere una certa quantità di tempo tra una poppata e l’altra. Potrebbe comprensibilmente preoccuparsi del fatto che il suo bambino voglia poppare ogni 2 ore e provare ad allungare l’intervallo tra le poppate, nella convinzione errata che ciò aumenterà la quantità assunta dal suo bambino. Così facendo, i suoi seni trascorreranno più tempo a piena capacità di immagazzinamento, inviando il messaggio di ridurre il quantitativo prodotto.

Quindi, in questo tentativo di allungare il tempo tra le poppate, potrebbe effettivamente diminuire la sua produzione complessiva di latte in 24 ore e fare dei danni reali.

Allora da dove arrivano queste indicazioni sull’intervallo tra una poppata e l’altra? 

Ho parlato con una neomamma la quale era perfettamente soddisfatta della routine di allattamento, ma si chiedeva se dovesse iniziare ad allungare gli intervalli tra una poppata e l’altra perché così le era stato detto. 

Quando le ho spiegato che la norma biologica non prevede una manipolazione dei ritmi dall’esterno, ha riferito di sentirsi più che felice e sicura nel procedere così come avevano fatto fino a quel momento.

Da dove vengono queste idee?

Non provengono da nessuno che abbia un’adeguata formazione e competenza sull’allattamento. Chi lo dice non ha frequentato corsi adeguati con professionisti dell’allattamento, né ha letto libri scritti da persone competenti. Si tratta di falsi miti sull’allattamento al seno che vengono tramandati per sentito dire, senza nessun fondamento.

Sembrano provenire da un grande fraintendimento della fisiologia dell’allattamento e della produzione di latte materno. Spesso da idee nate a metà del XX secolo basate sulle norme dell’alimentazione artificiale e della pseudo-scienza. Il che è incredibilmente pericoloso.

A causa di ciò, ci sono ancora persone che divulgano la falsa credenza che un bambino che poppa dopo 4 ore anziché 3 ore “prenderà più latte”. Ci sono persone che sostengono l’importanza di aspettare una certa quantità di tempo per far “riempire” il seno, e anche questo non è vero. Altri sostengono che se un bambino vuole poppare dopo “solo” un’ora, ciò sia sempre sintomo di un “problema”.

Lasciati guidare dal tuo istinto: questo è il modo migliore! 

Come possiamo valutare se l’allattamento al seno stia procedendo bene?

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  • le poppate sono un momento piacevole senza dolori o fastidi?
  • il tuo bambino/la tua bambina è sereno/a e in pieno benessere?
  • il suo aumento di peso e il numero di pannolini che utilizza al giorno vanno bene?

Difficoltà iniziali, dolori, ritorno al lavoro, svezzamento: un team di esperte è pronto ad aiutarti in ogni fase. Non esitare a chiedere aiuto!

Liberati dei messaggi che ti invitano ad intrattenere il tuo bambino di modo che questo intervallo si allunghi.

Liberati del mito infondato che se lo si lascia piangere per 15 minuti, magicamente prenderà più latte e la vita cambierà. È senza fondamento scientifico e biologico.

Liberati di ciò che ti opprime. Fidati di voi!

Ovviamente l’allattamento al seno non riguarda solo il latte. Così come non misuriamo i nostri sorsi d’acqua, dolci e snack, non misuriamo nemmeno ogni volta che la nostra famiglia ci sorride calorosamente, comunica con noi, cerca conforto, ci abbraccia, ci aiuta a sentirci al sicuro .

Nessuna app per smartphone può misurare tutte le complessità del rapporto con il nostro bambino e l’allattamento a richiesta risponde a tantissimi suoi bisogni!

Tu, con il tuo Essere, ogni giorno fai cose straordinarie! Sei Meravigliosa!

1 commento su “Quanto tempo deve passare tra una poppata e l’altra?”

  1. Parole stupende, grazie davvero. L’inizio dell’allattamento non è un momento facile, ma bisogna tenere duro perché poi i risultati arrivano. La mia bimba la prima settimana voleva stare sempre sempre attaccata riuscivo a calmarla solo così, e tutti mi dicevano ha fame non hai latte vai a comprare il latte…ho fatto bene a non ascoltare e insistere tenendola sempre attaccata come chiedeva. Non sempre la strada più semplice è quella giusta, una dura salita porta ad un panorama mozzafiato!

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